Capita spesso che una persona arrivi a chiedere aiuto dopo aver provato molte strategie per risolvere una difficoltà.
Ha cercato di:
Eppure il problema sembra rimanere lì, o addirittura diventare più intenso.
In questi casi non è raro che la persona pensi di non aver fatto abbastanza o di non aver trovato ancora la soluzione giusta.
Nella prospettiva della psicoterapia breve strategica, invece, spesso succede qualcosa di diverso: il problema può essere mantenuto proprio da alcuni tentativi messi in atto per risolverlo.
Questi tentativi vengono chiamati tentate soluzioni.
Le tentate soluzioni sono tutte quelle strategie che una persona utilizza per cercare di risolvere una difficoltà.
Sono tentativi comprensibili, spesso logici e motivati dal desiderio di stare meglio o aiutare qualcuno.
Il punto centrale però è questo: quando una tentata soluzione non funziona ma viene ripetuta nel tempo, può contribuire a mantenere il problema.
In altre parole, ciò che inizialmente nasce come soluzione può trasformarsi in parte del problema.
Nella vita quotidiana siamo abituati a pensare che, se qualcosa non funziona, la cosa migliore sia insistere di più nella stessa direzione.
Questo approccio funziona in molti ambiti della vita, ma non sempre nei problemi psicologici o relazionali.
In alcune situazioni succede proprio il contrario: più cerchiamo di controllare, evitare o risolvere una difficoltà nello stesso modo, più la situazione si stabilizza.
Non perché la persona stia sbagliando intenzionalmente, ma perché alcune dinamiche funzionano come schemi che si autoalimentano.
Immaginiamo una persona che soffre di ansia.
Per evitare di provare disagio, potrebbe iniziare a evitare alcune situazioni che teme possano attivare l'ansia.
All'inizio questa strategia può sembrare efficace perché riduce temporaneamente la tensione.
Nel tempo però l'evitamento può avere un effetto paradossale: le situazioni evitate diventano sempre più difficili da affrontare.
In questo caso il tentativo di proteggersi dall'ansia diventa una tentata soluzione che mantiene il problema.
Questo meccanismo non riguarda solo le difficoltà individuali, ma anche le relazioni.
Per esempio un genitore molto preoccupato per il proprio figlio potrebbe cercare di proteggerlo continuamente dalle frustrazioni o dalle difficoltà.
Questo comportamento nasce da un intento positivo: prendersi cura del bambino.
In alcune situazioni però una protezione eccessiva può impedire al bambino di sviluppare gradualmente autonomia e sicurezza.
Anche qui la soluzione iniziale può trasformarsi, senza volerlo, in un elemento che mantiene la difficoltà.
Uno degli obiettivi della psicoterapia breve strategica è proprio osservare insieme quali tentate soluzioni sono state utilizzate nel tempo.
Questo permette di comprendere meglio come il problema si sia mantenuto e quali dinamiche lo alimentano.
Quando si riesce a interrompere o modificare alcune di queste modalità abituali di risposta, spesso la situazione inizia gradualmente a cambiare.
Il cambiamento quindi non nasce necessariamente dal fare di più, ma talvolta dal fare qualcosa di diverso.
Molte tentate soluzioni nel tempo possono trasformarsi in veri e propri schemi relazionali o abitudini emotive.
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Quando una difficoltà si ripete nel tempo, può essere utile osservare la situazione da una prospettiva diversa.
A volte non è la mancanza di impegno a mantenere il problema, ma alcune modalità di risposta che si sono consolidate nel tempo.
Comprendere questi meccanismi può aprire la strada a modalità nuove e più funzionali per affrontare la situazione.
Se senti che alcune difficoltà continuano a ripresentarsi nonostante i tentativi fatti per risolverle, confrontarsi con un professionista può aiutare a osservare il problema da un punto di vista diverso e individuare strategie più efficaci.
Se vuoi approfondire il tema delle tentate soluzioni e della Psicoterapia Breve Strategica consiglio il libro "L'arte del cambiamento" di Paul Watzlawick e del Prof. Giorgio Nardone.
Dott.ssa Sara Strufaldi
Psicologa Psicoterapeuta Firenza