Molte persone, prima o poi, si accorgono di una cosa curiosa: in alcune situazioni relazionali tendono a reagire sempre nello stesso modo.
Per esempio:
Anche quando cambiano le persone o le situazioni, alcune reazioni sembrano ripetersi.
Questo accade perché, nel tempo, il nostro cervello costruisce abitudini emotive.
Così come esistono abitudini comportamentali (come controllare il telefono o bere il caffè sempre alla stessa ora), esistono anche abitudini emotive.
Sono modi ricorrenti con cui il nostro sistema emotivo tende a reagire in determinate situazioni.
Nel tempo il cervello impara ad associare alcune esperienze relazionali a specifiche reazioni emotive e comportamentali.
Quando queste associazioni si ripetono più volte, diventano sempre più automatiche.
Ed è proprio così che nascono molti schemi relazionali.
Il cervello umano è progettato per semplificare la realtà.
Per farlo crea continuamente scorciatoie mentali, cioè schemi che permettono di reagire rapidamente alle situazioni.
Questo è molto utile perché ci permette di non dover analizzare ogni volta tutto da zero.
Nel tempo però alcuni schemi diventano così automatici da trasformarsi in vere e proprie abitudini emotive.
Così, davanti a uno stimolo relazionale simile, il cervello tende ad attivare la stessa risposta emotiva di sempre.
Molti schemi relazionali possono essere letti attraverso lo stesso meccanismo che guida le abitudini.
Possiamo immaginarli come un piccolo ciclo:
Stimolo relazionale
Qualcuno sembra distante o critico.
Reazione abituale
Ansia, bisogno di rassicurazione, chiusura o evitamento.
La situazione diventa prevedibile o riduce temporaneamente l'incertezza.
Quando questo ciclo si ripete molte volte, il cervello lo consolida sempre di più.
E la reazione diventa automatica.
Uno dei motivi principali è che il cervello tende a preferire ciò che è familiare.
Anche quando alcune dinamiche relazionali non sono ideali, possono risultare comunque riconoscibili e prevedibili.
E ciò che è prevedibile richiede meno energia mentale.
Per questo motivo, senza rendercene conto, possiamo ritrovarci a ricreare situazioni relazionali simili o a reagire nello stesso modo.
Non perché lo scegliamo consapevolmente, ma perché il cervello riconosce quel modello come qualcosa di conosciuto.
Il primo passo per modificare uno schema relazionale è diventare più consapevoli di alcune reazioni ricorrenti.
Per esempio può essere utile chiedersi:
Osservare questi automatismi con curiosità, invece che con giudizio, è spesso il primo passo verso il cambiamento.
Le abitudini emotive non sono tratti immutabili della personalità.
Sono modalità apprese nel tempo e, proprio per questo motivo, possono anche essere modificate.
Il cambiamento spesso non avviene in modo immediato, ma attraverso nuove esperienze relazionali e nuove modalità di risposta.
Quando iniziamo a reagire in modo diverso anche solo in piccole situazioni, il cervello può lentamente costruire nuovi schemi.
Molti comportamenti nelle relazioni sono collegati al modo in cui funzionano le abitudini nel nostro cervello.
Se ti interessa approfondire questo tema puoi leggere anche:
A volte riconoscere uno schema non è sufficiente per modificarlo.
Se senti che alcune dinamiche relazionali tendono a ripetersi nella tua vita e ti impediscono di stare bene, lavorarci in un percorso psicologico può aiutare a comprendere meglio questi automatismi e a costruire modalità relazionali più consapevoli.
Dott.ssa Sara Strufaldi
Psicologa Psicoterapeuta Firenza