Come creare nuove abitudini sane (e perché il movimento fa bene anche al cervello)

Quando pensiamo alla parola abitudine, spesso immaginiamo qualcosa di difficile da cambiare o da costruire. In realtà le abitudini non sono altro che piccole azioni ripetute nel tempo che, giorno dopo giorno, diventano automatiche.

Creare abitudini sane non significa trasformare radicalmente la propria vita da un giorno all'altro. Significa piuttosto introdurre piccoli comportamenti che, con la ripetizione, diventano parte naturale della nostra quotidianità.

Tra tutte le abitudini che possiamo costruire, una delle più potenti riguarda il movimento del corpo.

Non perché dobbiamo diventare atleti o performare sempre di più, ma perché muoversi è parte della nostra natura.

Perché le abitudini sane funzionano quando sono piccole

Uno degli errori più comuni quando si cerca di cambiare stile di vita è pensare che servano grandi trasformazioni.

In realtà il cervello funziona meglio quando il cambiamento è graduale e ripetuto.

Dal punto di vista psicologico e neuroscientifico, ogni volta che ripetiamo un comportamento si rafforzano alcune connessioni tra neuroni. Questo processo è chiamato plasticità neurale e permette al cervello di imparare nuovi schemi.

Con il tempo, ciò che inizialmente richiedeva sforzo diventa sempre più automatico.

È proprio così che nascono le abitudini.

Il movimento: un bisogno naturale prima ancora che un esercizio

Quando si parla di movimento molte persone pensano subito a:

  • palestra 
  • allenamenti intensi 
  • corsa 
  • performance sportive 

Questo spesso crea una barriera psicologica: se non posso farlo "bene", allora non lo faccio.

In realtà il movimento non nasce come attività sportiva. 

Nasce come bisogno biologico.

Per migliaia di anni gli esseri umani si sono mossi per:

  • esplorare 
  • cercare cibo 
  • costruire 
  • prendersi cura degli altri 
  • vivere nello spazio naturale 

Il corpo umano è progettato per muoversi.

Non per stare fermo per molte ore consecutive.

Per questo motivo anche piccoli momenti di movimento hanno effetti importanti sul nostro benessere.

Cosa succede nel cervello quando ci muoviamo

Le neuroscienze negli ultimi anni hanno mostrato con sempre maggiore chiarezza che il movimento non ha benefici solo sul corpo, ma anche sul cervello.

Quando ci muoviamo succedono diverse cose interessanti.

Aumenta la produzione di neurotrasmettitori legati al benessere

Il movimento favorisce il rilascio di sostanze come:

  • dopamina, legata alla motivazione 
  • serotonina, collegata al tono dell'umore  
  • endorfine, che riducono la percezione dello stress 

Per questo spesso dopo una camminata o un'attività fisica leggera possiamo sentirci più lucidi e più leggeri mentalmente.

Migliora la plasticità del cervello

L'attività fisica stimola la produzione di una proteina chiamata BDNF (BrainDerived Neurotrophic Factor), che aiuta la crescita e il rafforzamento delle connessioni tra neuroni. Agisce proprio come un fertilizzante naturale per il cervello!

Questo significa che il movimento può contribuire a:

  • migliorare l'attenzione  
  • sostenere la memoria 
  • favorire l'apprendimento  

Riduce lo stress

Muovere il corpo aiuta anche a regolare il sistema nervoso, riducendo nel tempo i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress.

Non è un caso che spesso, quando siamo agitati o confusi, fare una passeggiata possa aiutare a ritrovare maggiore chiarezza mentale.

Il problema della mentalità della performance

Nella nostra cultura il movimento è spesso associato alla prestazione.

Allenarsi senza ascoltarsi.

Migliorare l'aspetto estetico.

Spingersi oltre senza rispettare i tempi del corpo.

Questo approccio può essere utile in alcuni contesti sportivi, ma non è necessario quando parliamo di benessere quotidiano.

Il movimento può essere molto più semplice.

Può essere:

  • una passeggiata 
  • giocare con i propri figli 
  • camminare nel bosco 
  • fare qualche esercizio leggero 
  • andare in bicicletta 
  • salire le scale invece dell'ascensore  

Non serve trasformarsi in maratoneti o body builder.

Spesso basta restituire al corpo la possibilità di muoversi.

Come iniziare a creare l'abitudine al movimento

Quando si costruisce una nuova abitudine è utile partire da qualcosa di semplice e realistico. Un buon principio è questo:

iniziare piccolo, ma farlo spesso.

Per esempio:

  • fare una passeggiata di 10 minuti al giorno 
  • muoversi dopo molte ore seduti 
  • dedicare qualche minuto a esercizi di mobilità 
  • scegliere di camminare quando possibile 

La chiave non è l'intensità, ma la continuità.

Con la ripetizione il cervello inizia a riconoscere quel comportamento come parte della routine quotidiana.

Ed è proprio in questo modo che nasce una nuova abitudine.

Creare abitudini sane significa prendersi cura di sé

Costruire abitudini sane non significa imporre regole rigide o inseguire standard di performance.

Significa imparare ad ascoltare i propri bisogni e introdurre piccoli comportamenti che nel tempo possono sostenere il benessere.

Il movimento è uno di questi.

Non perché dobbiamo dimostrare qualcosa, ma perché il nostro corpo e il nostro cervello funzionano meglio quando possono muoversi.

A volte il cambiamento non inizia con grandi rivoluzioni, ma con un piccolo gesto ripetuto nel tempo.

Come uscire a fare una breve passeggiata. Anche solo per qualche minuto.

E lasciare che da lì nasca qualcosa di nuovo.

Piccoli passi, grandi cambiamenti

Quando pensiamo alle abitudini sane immaginiamo spesso cambiamenti radicali: nuove routine perfette, allenamenti intensi, programmi da seguire con disciplina.

In realtà il cambiamento raramente avviene così.

Molto più spesso nasce da piccoli gesti ripetuti nel tempo. Un comportamento semplice che, giorno dopo giorno, diventa parte della nostra quotidianità.

Il movimento può essere uno di questi gesti.

Non come prestazione o come obiettivo da raggiungere, ma come modo per tornare ad ascoltare il proprio corpo, per dare spazio all'energia, per alleggerire la mente.

Anche pochi minuti di movimento possono diventare un momento di cura verso sé stessi.

E spesso è proprio da queste piccole abitudini che iniziano trasformazioni più profonde.

Se invece ti capita di sapere cosa sarebbe utile fare ma fai fatica a metterlo in pratica, può essere utile approfondire perché è così difficile cambiare abitudini.

Se senti che nella tua vita ci sono alcune abitudini che vorresti cambiare o costruire in modo diverso, lavorarci insieme può aiutarti a comprendere meglio i meccanismi che le mantengono e trovare strategie più funzionali per il tuo benessere.

Dott.ssa Sara Strufaldi
Psicologa Psicoterapeuta Firenza


Psicoterapeuta Firenze

Psicologa Psicoterapeuta Breve Strategica a Firenze
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