Quando si parla di cambiare abitudini, una delle frasi che si sente più spesso è: "Mi manca la forza di volontà."
Molte persone pensano che per cambiare serva semplicemente impegnarsi di più, essere più disciplinati o avere maggiore autocontrollo.
Eppure l'esperienza quotidiana ci mostra qualcosa di diverso.
Quante volte sappiamo perfettamente cosa ci farebbe bene fare, ma non riusciamo comunque a farlo?
Questo accade perché il cambiamento non dipende solo dalla forza di volontà. Dipende anche da motivazione, emozioni e funzionamento del cervello.
Nel libro The Willpower Instinct,(La forza di Volontà. Perchè è importante e cosa puoi fare per migliorarla, 2019 Giunti Psychometrics) la psicologa Kelly McGonigal descrive la forza di volontà come la capacità di gestire tre impulsi fondamentali:
Queste capacità coinvolgono in particolare la corteccia prefrontale, una parte del cervello che ci aiuta a pianificare, riflettere e prendere decisioni consapevoli.
Tuttavia il nostro cervello non funziona solo in modo razionale.
Gran parte delle nostre scelte quotidiane non nasce da ragionamenti lunghi e consapevoli.
Nasce da sistemi cerebrali più antichi, collegati a:
Queste aree del cervello sono estremamente rapide ed efficienti.
E spesso guidano le nostre azioni molto più della parte razionale.
Per questo motivo può succedere qualcosa di molto comune:
sappiamo cosa sarebbe utile fare, ma nel momento decisivo facciamo altro.
Non è un problema di debolezza personale.
È semplicemente il modo in cui il cervello funziona.
Quando attribuiamo tutto alla forza di volontà rischiamo di creare un'idea un po' ingannevole del cambiamento.
Se non riusciamo a modificare un comportamento, potremmo pensare:
In realtà il cambiamento raramente nasce da uno sforzo continuo contro noi stessi.
Molto più spesso avviene quando motivazione, emozioni e comportamento iniziano ad andare nella stessa direzione.
Nella pratica clinica capita spesso di osservare che la forza di volontà da sola non basta.
Quando invece una persona entra davvero in contatto con una motivazione significativa, il cambiamento diventa più naturale.
La motivazione ha una componente emotiva molto forte.
Non riguarda solo ciò che pensiamo sia giusto fare, ma anche ciò che sentiamo essere importante per noi.
Quando questa dimensione emotiva è chiara, la forza di volontà non deve fare tutto il lavoro.
Diventa piuttosto un supporto al cambiamento, non il motore principale.
Il cambiamento diventa più sostenibile quando smettiamo di pensarlo come una battaglia di forza di volontà.
Piuttosto può essere utile chiedersi:
Quando iniziamo a comprendere questi meccanismi, diventa più facile introdurre piccoli cambiamenti realistici che il cervello può integrare nel tempo.
Ed è proprio così che nascono nuove abitudini.
Cambiare non significa dimostrare di essere abbastanza forti o determinati.
Significa piuttosto comprendere meglio come funzioniamo, riconoscere i nostri automatismi e trovare modi più funzionali per affrontare alcune situazioni.
Se ti interessa capire meglio come funzionano le abitudini e perché a volte è così difficile cambiarle, potresti trovare utili anche questi articoli:
A volte comprendere questi meccanismi, è molto difficile o sappiamo cosa fare ma non come farlo, soprattutto quando alcune abitudini sono radicate da tempo.
In questi casi lavorarci insieme può aiutare a individuare i meccanismi che mantengono certi comportamenti e costruire strategie più efficaci per il cambiamento.
Dott.ssa Sara Strufaldi
Psicologa Psicoterapeuta Firenza