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  • Sara Strufaldi

Le conseguenze psicologiche delle allergie e intolleranze alimentari


Secondo i dati ISTAT, le persone affette da malattie allergiche croniche in Italia, nel 2008 sono il 9.6% della popolazione nella fascia di età da 0 a 14 anni e il 12.8& nella fascia di età da 15 a 24 anni.

Il 4% degli adulti italiani, soffre di allergie alimentari. Per quanto meno diffuse delle allergie respiratorie, anche queste forme allergiche sono in crescita. Tra le allergie alimentari più note, troviamo l’allergia alle nocciole e quella ai frutti di mare, che si manifesta soprattutto in età adulta e persiste per tutta la vita. Molto diffusa è anche l’allergia al pesce, in particolare alle proteine, che hanno un potenziale allergenico molto alto e che permangono anche se il pesce è cotto.

Il latte e le uova contengono diverse proteine allergeniche che possono causare reazioni diverse in chi le assume.

Altre allergie si hanno a:


-soia

-sedano

-frumento e cereali

-metalli pesanti (nichel)

-glutine (celiachia)


Il termine allergia alimentare indica una risposta immunitaria nei confronti di un alimento, con effetti nocivi sulla salute. Tale manifestazione puo’essere immediata ( da pochi minuti a due ore dopo l’assunzione) o ritardata nel tempo ( gli allergici al nichel ad esempio, possono avere reazioni anche dopo 48 o 72 ore dall’assunzione).

I sintomi più frequenti sono:


-dolore e/o gonfiore addominale

-flatulenza

-diarrea

-eruzioni cutanee, angioedema e prurito

-nausea e/o vomito

-bruciore di stomaco

-mal di testa

-intestino irritabile

-nei casi più gravi, anafilassi



L’intolleranza alimentare, è una condizione diversa dall’allergia alimentare, in quanto la reazione ha luogo nel sistema digestivo, non coinvolge il sistema immunitario e non è pericolosa per la vita, ma puo’causare disagi fisici ed emotivi altrettanto rilevanti, incidendo sulla vita sociale delle persone.

Le forme di allergia alimentare che non insorgono immediatamente dopo l’assunzione di un alimento, hanno una prognosi migliore rispetto al tipo di allergia alimentare che manifesta i suoi sintomi subito dopo aver mangiato un determinato cibo. Infatti, in genere, si risolvono con il trattamento dietetico durante i primi anni di vita. Al contrario, le allergie alimentari di tipo immediato possono permanere nel tempo.

Diventa quindi molto importante arrivare ad una corretta diagnosi non appena i sintomi si manifestano, recandosi dal proprio medico di famiglia o pediatra, che saprà orientare i test più adeguati per indagare i sintomi.

Dal punto di vista sociale e psicologico, per una persona affetta da allergia e intolleranza alimentare, il problema maggiore è rappresentato dal dover mantenere una dieta priva di certi alimenti con conseguenti disagi a livello emotivo e comportamentale.

Un altro elemento problematico è rappresentato dal “non riconoscimento sociale”: l’intolleranza è percepita come disturbo di lieve entità, con sintomi poco rilevanti, mentre, in realtà, oltre ai disturbi di tipo fisico, apporta anche disturbi di origine psicologica provocando irritabilità, rabbia, ansia, basso tono dell’umore, specialmente in bambini e adolescenti.

In alcuni casi le persone tendono ad isolarsi assumendo un atteggiamento di rinuncia e non partecipando alla vita sociale, soprattutto i più giovani, mettono in atto meccanismi di negazione che li porta ad assumere alimenti e comportamenti a rischio.

Ulteriori complicazioni derivano dal fatto che alcune allergie e intolleranze, una volta diagnosticate, non hanno una “cura” nel senso tradizionale del termine, ma l’unica cura è eliminare gli alimenti dalla propria dieta, causando ulteriore disagio e stress collegati alla vita sociale e alla possibilità di scegliere di mangiare liberamente i cibi desiderati.

E’ importante quindi che le persone intolleranti e allergiche abbiano il supporto emotivo e sociale delle persone che li circondano.

Potrebbe essere di aiuto, oltre che aumentare la propria consapevolezza sui disagi di una dieta fatta di privazioni, aumentare la consapevolezza circa i disagi che a livello corporeo il non seguire tale dieta potrebbe causare. Si possono coinvolgere amici e parenti, mariti, mogli, fidanzati, figli, in serate “a tema”, in cui tutti seguono in un dato momento quel tipo di dieta. Questo tipo di atteggiamento è ancora più importante con i bambini: condividere con i genitori, i fratelli e perché no, con i compagni di scuola, un menu “allergia/intolleranza free”, potrebbe aiutarli ad accettare meglio la loro condizione e farli sentire meno a disagio, limitando irritabilità, nervosismo, rabbia e altri tipi di conseguenze psicologiche e comportamentali.


Tecniche utili a questo scopo risultano essere le tecniche Mindfulness - Meditazione Consapevole, sia per adulti che per bambini o adolescenti, che mirano ad aumentare la consapevolezza corporea, l’autoaccettazione e l’importanza di cogliere il presente così come si presenta senza cercare di modificarlo.

Allergie e intolleranze ci mettono davanti una grossa sfida legata a uno dei piaceri della vita che è il poter mangiare liberamente, ma se questo crea al nostro organismo un disagio, è buona abitudine ascoltare i segnali che il corpo ci invia, affrontando la sfida e concedendoci di stare meglio, sereni e in buona salute, pur dovendo fare qualche rinuncia, accettando di buon grado anche le “fluttuazioni” emotive che questa ci puo’ portare.

Questo atteggiamento ci porta ad un termine molto utilizzato negli ultimi tempi che è RESILIENZA, cioè la capacità di adattarsi e apprendere a superare le avversità.

“Ciò a cui prestiamo attenzione, e il modo in cui lo facciamo, determina il contenuto e la qualità delle nostre vite”

( Mihaly Csikszentmihalyi)


Fonti:

-www.farmacoecura.it

-www.tesionline.it

-www.allergipedia.it

-www.consumatori.e-coop.it

-www.illibraio.it

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